
Con l’età il sonno di solito diventa più leggero e più frammentato - più risvegli, sveglia precoce, difficoltà a riaddormentarsi. Per molti anziani è un problema reale, e i sonniferi classici portano il loro rischio. Da qui la domanda sulla cannabis medica - con l’accento sulla sicurezza.
La cannabis è a volte considerata un’opzione più delicata, ma negli anziani richiede particolare cautela.
Cambia il ritmo circadiano, cala la produzione di melatonina, e si aggiungono malattie croniche, dolore e risvegli notturni più frequenti. Il sonno è più breve e meno profondo, e questo si riflette su benessere, memoria e umore durante il giorno.
Negli anziani i sonniferi diffusi, soprattutto le benzodiazepine, possono essere problematici: possono dare dipendenza, peggiorare la memoria e aumentare il rischio di cadute e fratture. Per questo alcuni pazienti e medici cercano vie più dolci per migliorare il sonno.
In alcuni anziani la cannabis medica, soprattutto i prodotti a prevalenza di CBD con poco THC, aiuta ad addormentarsi più facilmente e a svegliarsi meno spesso. Ma la cautela è fondamentale qui:
Il THC negli anziani può aumentare vertigini, sonnolenza diurna e problemi di equilibrio - e questo si traduce direttamente in un rischio di cadute.
Per questo la dose si stabilisce molto lentamente e sotto controllo medico. Descriviamo i principi generali nell’articolo sul dosaggio.
Meglio con un elenco dei farmaci che assumi, perché negli anziani le interazioni contano molto. Il medico valuterà se la cannabis è un’opzione sicura e sceglierà un avvio prudente. Trovi di più sul problema del sonno nell’articolo cannabis medica per l’insonnia.
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